- Il movimento è vita. Tutte le parti del corpo sono fatte per muoversi: in alcuni casi ciò è evidente, mentre in altri, come nel caso degli organi interni, lo è meno. Le strutture del corpo sono soggette ad una macro e ad una micro-mobilità più profonda, essenziale affinchè non si instauri la malattia.
- La persona come unità. Ogni parte – corpo, viscere e psiche – è dipendente dalle altre: il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura e dunque, il benessere generale.
- Struttura e funzione sono in relazione reciproca. La perfezione di ogni funzione è legata alla perfezione della struttura portante e viceversa: se tale equilibrio è alterato ci si trova di fronte ad una disfunzione osteopatica, caratterizzata da una zona corporea in cui è andata persa la corretta mobilità. Quindi l’organismo reagirà creando delle zone di compenso e di adattamenti corporei non favorevoli al benessere generale dell’organismo.
- Il meccanismo cranio-sacrale. Rappresenta il sistema più profondo del corpo perché le microfluttuazioni del cranio si propagano in tutto il corpo. La valutazione della corretta funzionalità di questo meccanismo è fondamentale fin dai primi mesi di vita.
- L’autoregolazione.
L’individuo è fatto per stare in salute e l’osteopata interviene per stimolare la capacità di autoregolazione dell’organismo.
L’applicazione di tali principi permette al terapeuta di eliminare le restrizioni di mobilità/motilità presenti a livello delle diverse strutture (quali muscoli, articolazioni, ma anche organi e vie di comunicazione vascolari, linfatiche e nervose) con tecniche unicamente manuali, agendo come un semplice facilitatore che porta nuove informazioni ai diversi tessuti dell’organismo il quale ha poi una capacità intrinseca di autoguarigione/autoregolazione

